Il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi e altri 150 studiosi, tra scienziati ed economisti, richiamano l’attenzione del governo sulla crisi climatica, chiedendo di rafforzare le misure di mitigazione (riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra) e di adattamento (l’adeguamento delle infrastrutture alle conseguenze dell’innalzamento delle temperature). L’appello arriva dopo l’annuncio da parte di Palazzo Chigi del decreto legge “bollette”, con la premier Giorgia Meloni che ha nei giorni scorsi chiesto una profonda revisione a livello europeo dell’Ets, il sistema di scambio delle emissioni, considerato uno degli strumenti cardine della politica climatica dell’Unione europea. Secondo i firmatari della lettera aperta, non c’è “niente di più miope che attaccare il sistema Ets mentre l’Italia frana. Niscemi è la drammatica metafora di un intero Paese a rischio”.

“Limitarsi a rincorrere le emergenze senza ridurre con decisione le emissioni significa esporsi a impatti sempre più gravi e costosi. Senza mitigazione, l’adattamento diventa progressivamente meno efficace e, in alcuni casi, impossibile, afferma Antonello Pasini (CNR-IIA). Sarebbe inoltre “un grave errore slegare il tema della competitività da quello della sostenibilità”.