Separare una cellula rara in mezzo a milioni di altre è come trovare un ago in un pagliaio. Ora c’è un microchip che prova a farlo con il suono. Onde acustiche ad alta frequenza guidano cellule e particelle lungo percorsi diversi, fino a isolarle con precisione. Dal sangue all’acqua, le applicazioni possibili vanno dalla prevenzione oncologica alla medicina riproduttiva, fino al monitoraggio ambientale.
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Un laboratorio in miniatura
Il progetto SIMBA nasce al Dipartimento interuniversitario di Fisica dell’Università e del Politecnico di Bari, insieme al CNR IFN di Roma, con il finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca (PRIN 2022 – PNRR). I primi risultati sono stati presentati alla conferenza internazionale SPIE di San Francisco. Il cuore dell’innovazione è un microchip grande pochi centimetri. Dentro scorrono fluidi complessi come sangue o liquido seminale. Qui entrano in gioco onde acustiche ad alta frequenza che ‘spingono’ le cellule che si vuole isolare lungo direzioni diverse, all’interno di microscopici canali pieni di liquido.
Dispositivi su misura






