I processi di stabilizzazione dei migranti si riflettono nella crescita delle acquisizioni di cittadinanza italiana, che nel decennio 2015-2024 superano un milione e 600mila unità e, a partire dal 2022, sono tornate stabilmente oltre la soglia delle 200mila l’anno, dopo un periodo (2017-2021) caratterizzato da livelli inferiori per effetto di fattori socio-politici ed economici, della pandemia da Covid-19 e di cambiamenti intervenuti nelle modalità di acquisizione (es. quella per matrimonio). Particolarmente rilevante, viene messo in evidenza dal 31° Rapporto sulle Migrazioni di Fondazione ISMU ETS, presentato mercoledì 25 febbraio a Milano, è il contributo dei minori e dei giovani sotto i 20 anni, che nel decennio totalizzano oltre 620mila acquisizioni, segnalando il peso crescente delle seconde generazioni, immigrate o nate in Italia, che accedono alla cittadinanza per trasmissione dai genitori (articolo 14 della legge 91/1992) o per “elezione” al compimento della maggiore età.

Il rapporto stima che, sulla base dei dati Istat, al 1° gennaio 2025 in Italia siano presenti complessivamente 5 milioni e 898mila cittadini stranieri, con un aumento di 143mila unità rispetto all’anno precedente. Tra i presenti, i residenti sono 5 milioni e 371mila, pari al 9,1% della popolazione residente complessiva, i soggiornanti regolari non iscritti (o non ancora iscritti) in anagrafe sono 188mila, mentre le persone in condizione di irregolarità sono stimate in 339mila unità. L’aumento delle presenze è attribuibile alla crescita della popolazione residente (+117mila), mentre le altre componenti risultano sostanzialmente stabili.