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26 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:57

Al primo gennaio 2025, gli stranieri presenti sul territorio nazionale hanno sfiorato la quota di sei milioni, attestandosi precisamente a 5 milioni 898mila, con un incremento di 143mila persone rispetto all’anno precedente. Di questi, i residenti ufficiali sono 5 milioni 371mila, pari al 9,1% della popolazione complessiva, mentre circa 188mila sono soggiornanti regolari non iscritti in anagrafe e 339mila sono stimati in condizione di irregolarità. La comunità romena continua a rappresentare il gruppo più numeroso con oltre un milione di residenti, seguita da albanesi e marocchini, in un panorama dove dieci nazionalità diverse concentrano quasi i due terzi della popolazione straniera residente. Dati elaborati dalla Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità), ente di ricerca scientifica indipendente arrivato quest’anno alla trentunesima edizione del Rapporto sulle Migrazioni.

Secondo il Rapporto, l’invecchiamento progressivo della popolazione italiana ha reso la presenza straniera un fattore cruciale per l’equilibrio del nostro mercato del lavoro, con le preoccupazioni espresse dal mondo produttivo che trovano conferma nei dati: su oltre un milione e 358mila assunzioni di stranieri programmate dalle imprese per il 2025, oltre la metà viene considerata di difficile reperimento. Carenza particolarmente allarmante nel settore dell’assistenza domiciliare e del lavoro domestico, dove le stime di Assindatcolf e Idos indicano che tra il 2026 e il 2028 mancheranno all’appello circa 60mila lavoratori tra colf e badanti. La forza lavoro straniera è caratterizzata dall’età, con il 43,5% degli occupati che ha meno di quarant’anni, quota che supera il 53% tra i cittadini provenienti da Paesi extra europei. Nel corso del 2024, mentre l’occupazione generale è cresciuta dell’1%, quella straniera è aumentata del 4%, arrivando a rappresentare l’11% del totale dei lavoratori in Italia. Una presenza concentrata per un terzo nei servizi personali e collettivi, seguiti dall’agricoltura e dall’edilizia.