Incentivi ai medici che prescriveranno meno esami o visite non necessari ai loro pazienti. A Modena lo stanno sperimentando da novembre e - seppur tra qualche polemica - ha già portato ad una «significativa riduzione dei tempi d’attesa» spiegano dall’Asl della Ghirlandina. Risultati incoraggianti che ne hanno fatto il modello a cui guarda la Regione per ridimensionare le liste d’attesa. Anche a Bologna.

«È prevista dall’accordo integrativo che è stato appena firmato – dice la direttrice generale dell’Ausl di Bologna Anna Maria Petrini – la definizione di linee guida sull’appropriatezza prescrittiva basata sulla definizione di indicazioni cliniche il cui rispetto è anche agganciato ad incentivi. Siamo al lavoro sulla messa a terra del piano e sul rafforzamento della medicina territoriale». Il terreno è scivoloso, perché sulla carta, l’idea di premiare i medici che prescrivono meno a Bologna ha già incontrato l’opposizione dei medici e delle loro sigle sindacali.

Per l’assessore alla sanità di viale Aldo Moro Massimo Fabi è questa la strada da seguire per abbattere le attese. Nella convinzione, più volte ribadita, che migliorare la qualità delle prescrizioni è più efficace che aumentare semplicemente il numero di esami e specialisti disponibili. Il nodo vero è però legare l’appropriatezza prescrittiva a incentivi economici. Premialità - a Modena si calcolano 1,20 euro per ogni assistito, fino a circa 1.800 euro l’anno per chi sta nei limiti previsti - che non saranno comunque l’unica strada messa in campo.