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Ultimo aggiornamento: 8:08

Dare un bonus economico ai medici di famiglia che prescrivono meno visite ed esami ai loro pazienti, per alleggerire il peso sulle strutture e ridurre le lunghe liste d’attesa. È la nuova strategia messa in campo dalla Ausl di Modena. Ora i medici di base convenzionati con l’azienda sanitaria emiliana potranno guadagnare fino a 2mila euro in più all’anno riducendo il numero delle prescrizioni. Per la precisione: 1,2 euro lordi a paziente per chi prescriverà un numero di esami specialistici che non superi del 25% quelli prenotati nel 2024.

Una modalità, applicata per la prima volta in Italia, che ha scatenato molte polemiche tra gli stessi camici bianchi. Tanto che l’accordo con l’Ausl diretta da Mattia Altini è stato firmato solo da un sindacato, seppur il più rappresentativo della categoria, la Fimmg. Per Smi e soprattutto per Snami, l’intesa modenese mette in crisi la relazione di cura tra medico e paziente, insinuando un dubbio nella persona assistita: non mi ha fatto la prescrizione perché non ne ho bisogno o perché punta a ricevere il bonus economico?

Il provvedimento nasce in un contesto di forte pressione sul sistema sanitario emiliano. Lo stesso governatore, Michele De Pascale, ha ammesso che i servizi regionali faticano a rispondere alle esigenze dei cittadini, soprattutto per via del flusso continuo di pazienti provenienti da altre aree della Penisola. Quella degli incentivi economici a chi abbatte le prescrizioni è la risposta dell’Ausl di Modena a questo problema. Secondo l’azienda, in questo modo si punta a ridurre gli iper-consumi e si promuove un uso più appropriato delle risorse sanitarie, oggi limitate rispetto alla domanda. Non si tratterebbe di spingere i medici a prescrivere meno, bensì a prescrivere meglio, per migliorare la qualità dell’assistenza e garantire che le prestazioni vadano a chi ne ha davvero bisogno.