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Il cantante sale sul palco con il nome “Amal” cucito sul colletto della camicia. Conti gli consegna il bouquet: “E che i fiori siano solo per fare festa e mai sulle tombe dei bambini che non c'entrano niente con le follie degli uomini”.

Il colletto della camicia con un nome ricamato: Amal. Così Ermal Meta ha portato sul palco “Stella stellina”, trasformando un particolare silenzioso in un messaggio. Amal non è una sola bambina, ma è un nome che diventa simbolo delle piccole vittime innocenti di Gaza. Dai suoi social il cantautore ha spiegato: “La protagonista di Stella stellina è una bambina senza nome, ma forse ha tutti i nomi. Aysha, Amal, Layla, Nour, Hind, che importa, forse niente, forse tutto. Figlie di nessuno, figlie di tutti”.

“Stella stellina” è un canto per tutte le infanzie spezzate dalla guerra. Una melodia dolce che contrasta con la durezza del tema. Meta ha raccontato in una recente intervista al Corriere: “Avevo anche una canzone su mia figlia Fortuna, ma per Sanremo ho preferito allargare ai figli di tutti”. Non è la prima volta che il cantante affronta temi delicati. Dopo “Vietato morire”, dedicata alla violenza domestica, e dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2018 insieme a Fabrizio Moro con “Non mi avete fatto niente”, è tornato con un brano che tocca un nervo scoperto dell’attualità.