Corsa contro il tempo per la messa a punto anche delle altre misure da inserire nel decreto fiscale. Dopo gli stop in conversione del Milleproroghe, ci sono diversi interventi rimasti in lista d’attesa. Primi fra tutti, il mini paracadute per i contribuenti decaduti dalla rottamazione quater per non aver pagato la rata di fine novembre e la sospensione del contributo di 2 euro sui minipacchi extra Ue in vista del nuovo dazio di 3 euro che scatterà dal 1° luglio. A questi si sommano poi gli altri dossier su cui stanno lavorando i tecnici dell’amministrazione finanziaria, come ad esempio lo scudo per i condomini in caso di lavori incompleti o irregolarità nel superbonus (si veda «Il Sole 24 Ore» di domenica) e l’iperammortamento con lo stop alla clausola made in Ue e la possibilità di deduzione anche a chi aderisce al concordato preventivo.
Il recupero dei decaduti
Ma andiamo con ordine. La riapertura della rottamazione quater per i contribuenti nuovamente decaduti per aver saltato la rata del 30 novembre 2025 dopo essere rientrati in corsa lo scorso anno non è neanche andata al voto delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, sebbene l’intervento avesse avuto il parere favorevole del ministero dell’Economia come aveva rimarcato il suo principale sostenitore Alberto Gusmeroli (Lega). L’ipotesi del ripescaggio nel decreto fiscale è stata confermata anche dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo: «Vediamo se recuperare quell’emendamento». Le valutazioni sono vincolate alla necessità di individuare le coperture. Ma anche a una revisione dell’impianto della norma. Infatti, non ci sarebbero più i tempi tecnici per fissare come spartiacque per il rientro il 28 febbraio, con il margine di tolleranza e il gioco dei sabati e delle domeniche che avrebbero portato comunque alla possibilità di saldare il conto fino al 9 marzo. Si tratterà, quindi, di individuare una nuova scadenza (potrebbe anche essere a fine marzo) in cui dovranno essere pagate sia la rata di fine novembre sia quella che il calendario teorico (teorico perché una volta decaduti il piano di fatto è come se non esistesse più) fissava appunto al 28 febbraio.






