SAN MICHELE (VENEZIA) - Un pittore di Bibione è finito nel tritacarne mediatico innescato dalla riapertura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Si chiama Saturno Buttò. Ha 69 anni ed è un artista che attinge al sacro per indagare trasgressioni, erotismo spesso avvolti da un’aura demoniaca, ironica e irriverente. Il suo nome e le sue provocazioni sono stati collegati al movente della pista satanica lanciata da alcuni youtuber che sul web cavalcano il filone del “crimine”. È successo dopo che Mattia Capra, amico di Andrea Sempio, l’indagato dell’inchiesta bis, ha postato sul proprio profilo Facebook 104 dipinti di Buttò. È così che il pittore si è ritrovato catapultato nel caso Garlasco e tacciato di essere un satanista dedito a pratiche esoteriche e addirittura un pedofilo. Le visualizzazioni? Decine di migliaia. I commenti? Idem. Si possono soltanto immaginare le ripercussioni sul piano professionale (eventi annullati) e personale. Ha tentato di difendersi presentando una denuncia-querela per l’ipotesi di diffamazione aggravata in Procura a Pordenone e chiedendo a Google Milano di rimuovere video e post che legano il suo nome al delitto di Garlasco. Sono passati mesi, nulla è cambiato. Nessun provvedimento cautelare, nessun video oscurato.