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martedì 24 febbraio 2026

Al tramonto gli elicotteri americani sparano ancora. Una raffica dietro l’altra, fino alle undici di notte. L’eco delle esplosioni arriva lontano, ben oltre quei cento chilometri che separano la più grande base militare della Bulgaria dalle rive del Mar Nero.

La costa è lì e oltre si ripete anche oggi il solito viavai di quei finti pescherecci che nascondono le spie di Mosca, dove incrociano mercantili che trasportano armi e soldati senza uniforme. Odessa è sul versante opposto del litorale.

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