Natale, 1976. Un anziano, in difficoltà e senza familiari, rigira tra le mani una busta nel tinello. La apre e quando intravede tre banconote da 10mila lire non trattiene le lacrime. È il momento in cui la solidarietà spontanea, nata tra le pagine de La Stampa, prende forma istituzionale: dalla storica rubrica Specchio dei tempi nasce ufficialmente la Fondazione, che ha la sua scintilla nelle Tredicesime dell'Amicizia. Oltre mezzo secolo dopo, da trenta i beneficiari di quel progetto sono arrivati a oltre 82mila, per un totale di 33 milioni di euro versati. L'iniziativa è ormai un rito civile torinese, che ogni inverno si ripete restituendo dignità e calore a chi rischia l'isolamento. «Tutto è iniziato qui a Torino - afferma Andrea Gavosto, consigliere delegato della Fondazione - con le prime Tredicesime dell'Amicizia. Il legame si è poi forgiato nell'alluvione del Piemonte del'94. Quel radicamento nel territorio torinese e piemontese è la nostra forza. Ma oggi, a cinquant'anni dalla nascita, è l'occasione per rilanciare le nostre attività».
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Natale 1976, com’è nato Specchio dei Tempi






