Dietro la strage di gatti a Brindisi c’è un medico. È quanto emerso dall’indagine coordinata alla Procura e condotta dalla squadra mobile della questura di Brindisi, che ha portato a individuare il presunto colpevole: Cristian Luca Ghezzani. Secondo quanto riporta La Repubblica, il medico 50enne dovrà rispondere della morte di 3 gatti e del maltrattamento di altri 5 che sono sopravvissuti ad atroci sofferenze. I fatti, avvenuti tra il 2023 e il 2025, avevano sconvolto la provincia brindisina. Le associazioni animaliste del territorio avevano messo su Ghezzani una taglia da 3 mila euro. Secondo la ricostruzione, il medico ha utilizzato martelli a rampone per staccare le code ai gatti. In altre circostanze, l’uomo ha provocato lo sfondamento del cranio a un gatto, che è stato poi gettato da un auto in corsa e investito fatalmente. La Procura ha reso noto che il 50enne ha cercato di uccidere altri felini tratti dalle colonie feline della città, non riuscendo a causa del via vai delle persone o della fuga degli animali.
A spiegare le torture sui gatti è stata una volontaria di un gattile locale che ha dichiarato: “L’uomo utilizzava un martello a rampone per staccare code, zampe, sfondare i crani, ad alcuni gatti ha messo la colla sugli occhi”. La denuncia aveva fatto il giro del web e i cittadini di Brindisi si erano mossi per individuare il colpevole. Alcuni utenti dei social hanno commentato sotto i post raccontando le loro testimonianze, che sono state poi riportate alle autorità giudiziarie. A denunciare l’accaduto alla Procura è stato il servizio veterinario dell’Asl di Brindisi. Le indagini, condotte tramite le immagini delle telecamere di videosorveglianza e i pedinamenti di Ghezzani, hanno accertato la presenza dell’uomo nei pressi delle colonie. Durante la perquisizione dell’abitazione del medico, gli agenti hanno sequestrato una gabbia e un bastone sporco di peli felini e macchie di sangue.








