Eadesso, Carmelo Cinturrino, l'assistente capo della Polizia fermato per l'omicidio a Rogoredo di Abderrahim Mansouri, parla. Lo fa per bocca del suo avvocato, Piero Porciani. E il suo primo pensiero è rivolto ai colleghi: «Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia». Lo stesso legale ha sottolineato le parole del suo cliente entrando nel carcere di San Vittore dove tra poco inizierà l'interrogatorio davanti al gip per la convalida del fermo.
Al carcere di San Vittore di Milano è il giorno dell’interrogatorio per l'agente che lo scorso 26 gennaio ha ucciso il ventottenne di origini marocchine ed è stato arrestato ieri mattina, 23 febbraio, con l'accusa di omicidio volontario.
Il poliziotto ha ammesso di aver posizionato la pistola accanto al corpo di Anderrahim Mansouri dopo avergli sparato «Ho messo la pistola in mano a Mansouri perché temevo le conseguenze di quello che era accaduto», ha detto ieri nel carcere di San Vittore durante un colloquio con il suo legale, Piero Porciani. Cinturino ha poi chiesto scusa per quanto successo: «Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia».











