Sono 178.328 le persone che potrebbero lavorare nella Pubblica amministrazione "ma a causa delle disfunzioni del sistema non riescono a farlo".
E' dunque "prioritario superare le disfunzioni e investire sull'inclusione".
Lo ha detto Federico Bozzanca, segretario generale Fp Cgil, nel corso dell'iniziativa promossa a Roma dalla Funzione pubblica della sindacato dal titolo 'Disabilità e lavoro pubblico, tra principio di uguaglianza e inclusione concreta'.
"Nel decennio 2011-2021 - ha sottolineato - si è registrato a livello globale un aumento considerevole delle persone con disabilità. Sono poche nel mercato del lavoro e vengono pagate meno (le donne peggio degli uomini). A livello nazionale, nel 2023, le scoperture temporanee dichiarate ammontavano a 178.328 posizioni, pari al 30,1% della quota di riserva complessiva (dati XII relazione al Parlamento sullo stato di attuazione legge 68-99)". Queste le proposte di Bozzanca: "Avere dati sulla collocazione ed effettiva inclusione del personale presente che ha una disabilità, come viene utilizzato e informazioni sulle condizioni di lavoro; prevenire il diffuso fenomeno delle dimissioni; fornire informazioni specifiche, norme, circolari utili, nuove procedure e contatti per i dipendenti con disabilità; individuare pratiche efficaci per accedere ad accomodamenti ragionevoli tra cui l'accesso allo smartworking o il telelavoro, che deve essere una scelta di libertà o autonomia, non un confino domiciliare". Il segretario di Fp Cgil, per facilitare l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità, suggerisce anche di "coinvolgere l'Organismo paritetico per l'innovazione sulle problematiche delle persone con disabilità impiegate e l'istituzione di Sportelli di ascolto: luoghi dove il lavoratore e la sua famiglia possano trovare una rete contro il mobbing, un consiglio su come conciliare le cure con la carriera. Un luogo dove l'amministrazione e il sindacato possano lavorare insieme".






