Sempre questione di «pidocchi» che infestano «la criniera di un nobile cavallo da corsa». A distanza di quasi 80 anni dalla storica invettiva di Palmiro Togliatti, il Nazareno riscopre il «pugno di ferro». Nel partito guidato da Elly Schlein tira aria di caserma più che di assemblea studentesca: chi non marcia allineato rischia la corte marziale social. L’ultima a finire nel mirino è Pina Picierno, già rea di europeismo ostinato e di sostegno all’Ucraina senza asterischi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Essersi fatta intervistare a Radio Atreju dal capo delegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles, Carlo Fidanza. Un gesto che, a sentire i più zelanti, equivale quasi alla resa incondizionata nelle mani della «macchina di propaganda» di Giorgia Meloni. Dai bastioni dell’indignazione è arrivata puntuale la frustata di Luca Bottura, uno che ha trasformato la satira indisciplina olimpica di tiro al dissidente. Nel mirino non solo la vicepresidente del Parlamento europeo, ma chiunque osi frequentare i talk di Rete 4: il loro è peccato mortale. Anche il giornalista di Repubblica Paolo Berizzi aveva dato il suo contributo per restaurare il clima in bianco e nero. Un uno-due micidiale: «Con i fascisti abbiamo finito di parlare il 25 aprile 1945 (Pajetta)».