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Washington ripiega sulla “prima catena di isole” per contenere militarmente Pechino. Ecco la mossa degli Usa

La grande strategia degli Usa nel Pacifico sta cambiando forma. Dopo quindici anni di promesse sul “pivot to Asia”, l’idea di una presenza capillare e multidimensionale degli Stati Uniti in tutto il continente asiatico lascia spazio a un approccio più ristretto e difensivo. Il fulcro è la cosiddetta “prima catena di isole”, una linea geografica virtuale che va dal Giappone a Taiwan fino alle Filippine e che, nelle intenzioni di Washington, servirebbe a contenere l’espansione militare cinese in loco. Ebbene, questa barriera naturale di arcipelaghi rappresenta oggi il perimetro minimo entro cui gli Stati Uniti intendono concentrare risorse, alleanze e deterrenza. La nuova Strategia di sicurezza nazionale americana del 2025 ha chiarito la priorità: impedire che Pechino alteri con la forza lo status quo nello Stretto di Taiwan e nel Mar Cinese orientale e meridionale. Tuttavia, questo ripiegamento selettivo implica una riduzione dell’impegno in altre aree dell’Asia continentale e del Sud-est asiatico, dove l’influenza economica e politica cinese cresce quasi incontrastata.