CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Era l’alba di domenica quando Luigi Menardi, vedendo sua moglie Michela Daurù, 60 anni, immobile a letto l’ha chiamata, lei non si è svegliata, l’ha scossa piano, si è accorto che non respirava. Ha chiamato il 118 e in pochi minuti un’ambulanza ha raggiunto la loro casa di Crignes.

Il medico però non ha potuto fare altro che constatate il decesso della donna, se n’è andata nel sonno. Un malore fatale aveva fermato per sempre quel cuore buono, generoso, sempre pronto per gli altri. Le cause cliniche del decesso saranno chiarite dall’autopsia disposta dalla magistratura sul corpo di Michela che mai aveva evidenziato problemi di salute.

La conoscevano tutti a Cortina e quando domenica mattina in chiesa il parroco don Ivano Brambilla ha dato la notizia ai fedeli raccolti in chiesa per molti è stato davvero un fulmine a ciel sereno. «Ci mancherà», ha sussurrato qualcuno con lo sguardo basso. Lavorava in ufficio amministrazione della Cooperativa di Cortina, ma era particolarmente attiva nella vita sociale del paese quando c’era da dare una mano in eventi pubblici o in manifestazioni sportive che da queste parti richiamano sempre migliaia di persone. Anche alla Lavaredo Ultra Trail Michela c’era: distribuiva i pettorali, era dietro ai punti ristoro accompagnando sempre con un sorriso o con una parola di incoraggiamento il bicchiere di the caldo che porgeva ai concorrenti trafelati.