Non c’è nulla da aggiungere sul caso di Carmelo Cinturrino, il poliziotto accusato di aver ucciso a Rogoredo Abderrahim Mansouri, spacciatore, colpito alle spalle. Accusato di aver manomesso la scena del crimine, di aver messo al fianco della vittima una pistola giocattolo e di aver inscenato la legittima difesa. Nulla fino a che le indagini non saranno concluse, come sempre dovrebbe accadere. Nulla, fino a che non sappiamo come siano andate le cose. Tuttavia, poiché mi è successo per lavoro di trovarmi coinvolta in dibattiti sul delitto, all’indomani dell’omicidio, due cose vorrei dire sulla cautela che si dovrebbe sempre usare nel commentare eventi di cui non si conoscono i dettagli. Dire “sto sempre dalla parte delle forze dell’ordine”, questo è Matteo Salvini, sempre “dalla parte delle divise”, molti altri, è una corbelleria spaziale. Sempre a prescindere? A priori? Sempre anche se non conosci i fatti? Perché difendi una categoria? Ma le categorie non indicano niente se non per le statistiche e per i sindacati. Le categorie sono fatte di persone, e le persone sono ciascuna un mondo. Le persone sono persone, agiscono in buona o cattiva fede, a volte sono generose altre avide, coraggiose o pavide, competenti o a volte sono integerrime altre sono corrotte. Qual è il senso di dire sto sempre dalla parte dei medici, dei magistrati, degli idraulici, dei geometri, dei cantanti, dei biondi? Abdicare alla conoscenza dei fatti, rinunciare a sapere e di volta in volta comprendere è un’assurdità: stupida, nel migliore dei casi. Demagogica e interessata nel peggiore, il più frequente. Ricordo che quella sera, all’indomani del delitto, tra i presenti alla discussione qualcuno disse: il poliziotto e lo spacciatore si conoscevano bene. Non parlò di pizzo, di sistema corrotto. Disse solo: si conoscevano. Che stranezza. Si conoscevano in che senso? Bene in che senso? Meglio approfondire, forse, no? Esercitare il dubbio. Senza pregiudizio, né verso gli uni né verso gli altri, sempre.
Sempre dalla parte delle divise
Perché conoscere i fatti è necessario prima di parlare











