Da gennaio è entrata in vigore una novità destinata a incidere in modo concreto sulla vita delle famiglie: l’Isee viene acquisito d’ufficio dalle amministrazioni pubbliche per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate. In termini pratici, per richiedere bonus, agevolazioni per asili nido, mense scolastiche, borse di studio universitarie e altre misure collegate alla situazione economica del nucleo familiare non è più necessario allegare manualmente l’attestazione Isee alla domanda.
Gli enti possono ora recuperare direttamente i dati dall’Inps attraverso i sistemi di interoperabilità tra banche dati pubbliche. L’obiettivo dichiarato è ridurre la burocrazia e semplificare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.
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La semplificazione non significa che l’Isee non sia più necessario. Al contrario, resta fondamentale presentare la Dsu, la dichiarazione sostitutiva unica, che costituisce la base per il calcolo dell’indicatore. Senza Dsu valida e aggiornata, l’Isee non può essere determinato e quindi non può essere utilizzato dagli enti per verificare i requisiti economici.
Ciò che cambia è il passaggio successivo: una volta calcolato dall’Inps, l’Isee non deve più essere trasmesso dal cittadino ai singoli uffici. È l’amministrazione che lo acquisisce in autonomia. Per le famiglie, questo comporta meno adempimenti formali, ma resta essenziale curare la correttezza dei dati dichiarati nella Dsu.








