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23 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:56
Una vittoria del No al referendum “non sarebbe una vittoria del centrosinistra, ma dell’ala estrema della magistratura che ipotecherebbe la politica“. Nel giorno in cui un sondaggio dà i contrari in vantaggio di sei punti percentuali sui favorevoli, Carlo Nordio torna ad agitare scenari apocalittici in caso di bocciatura della sua riforma. Ospite di un forum dell’Ansa, Nordio si dice “arcisicuro” che a prevalere nelle urne sarà il Sì. Ma nell’ipotesi contraria, assicura parlando di sè in terza persona, “il governo resterebbe dov’è, e anche il ministro della Giustizia, sia pure un po’ deluso”. A uscire sconfitta dal voto, sostiene però, sarebbe “la politica in generale, non il centrodestra”, perché la magistratura ha “politicizzato il referendum”. Citando Giuliano Vassalli, giurista e partigiano da lui eletto a padre nobile della riforma, il Guardasigilli denuncia che “in Italia la politica si trova in una situazione di sovranità limitata dalle pressioni della magistratura”. E avverte: “Forte di una vittoria alla quale ha dato un significato politico, la magistratura si sentirebbe in diritto di mantenere questa ipoteca sulla politica denunciata da Vassalli trent’anni fa”.









