Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, detto "El Mencho", capo della rete di narcotrafficanti nota come Cartello Jalisco Nueva Generación (Cjng), è stato ucciso domenica dalle forze speciali dell'esercito del Messico nell'ambito di un'operazione condotta a Tapalpa, un comune nello stato di Jalisco, nell'ovest del paese. La morte di Oseguera ha scatenato diversi atti di violenza in varie zone del paese da parte di membri del gruppo, che tra le altre cose hanno incendiato negozi e mezzi di trasporto per bloccare il traffico.

In un comunicato, il segretariato della Difesa nazionale messicano (Sedena) ha riferito che nell'operazione sono stati uccisi sette membri del Cjng, tra cui appunto Oseguera (identificato con il suo soprannome). L'intervento ha anche portato all'arresto di due persone e al sequestro di varie armi, "tra cui lanciarazzi in grado di abbattere aerei e distruggere veicoli blindati". Negli scontri a fuoco sono rimasti feriti tre membri dell'esercito messicano, poi trasportati a Città del Messico per cure mediche d'emergenza.

La Sedena ha ammesso che anche gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo, parlando di "informazioni complementari" messe a disposizione nell'ambito del coordinamento e della cooperazione bilaterale con il paese. Nelle ultime ore l'ambasciata statunitense in Messico ha pubblicato una serie di allerte rivolte ai cittadini americani che si trovano negli stati di Jalisco, Tamaulipas, Michoacán, Guerrero e Nuevo León, invitandoli a restare nelle loro case fino a nuovo avviso "a causa delle operazioni di sicurezza in corso e dei relativi blocchi stradali e delle attività criminali".