Milano, 23 feb. (askanews) – Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato in via definitiva il regolamento che aggiorna il quadro normativo del settore vitivinicolo. La riforma interviene su più fronti, con l’obiettivo di contenere gli squilibri produttivi e rafforzare le difese delle aziende di fronte ai rischi climatici. In particolare si punta ad ampliare le coperture finanziarie per gli investimenti legati all’adattamento ai cambiamenti climatici, consentendo agli Stati membri di coprire fino all’80% dei costi ammissibili con fondi Ue. Tra le novità figurano anche criteri più chiari per i vini a bassa o nulla gradazione: si va dalla dicitura “alcol free” per prodotti sotto lo 0,5% fino a “0,0%” per quelli inferiori allo 0,05%, mentre la definizione “a ridotto contenuto alcolico” sarà riservata a vini con una gradazione almeno del 30% più bassa rispetto allo standard.

Sul versante della gestione del mercato, le risorse europee potranno essere utilizzate anche per l’estirpazione definitiva dei vigneti, misura pensata per stabilizzare l’offerta. Per distillazione e vendemmia verde resta invece un limite massimo del 25% di sostegno nazionale per ciascun Paese. Viene inoltre superata la scadenza del regime dei diritti di impianto, sostituita da una revisione periodica ogni dieci anni. Il regolamento diventerà applicabile venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.