Milano, 23 feb. (askanews) – Esiste una Cortina quasi dimenticata, soprattutto quando i riflettori olimpici sono accesi, che è stata al centro del fermento culturale del ‘900 facendo incontrare per decenni tradizioni culinarie locali e grandi intellettuali nella cucina di casa di una donna: Rachele Padovan. La cuoca ampezzana, nata nel 1916 e scomparsa nel 1999, trasformò infatti la propria abitazione in una sorta di home restaurant ante litteram, frequentato da figure quali Andrea Zanzotto, Dino Buzzati, Giovanni Comisso, Ernest Hemingway, Goffredo Parise, Neri Pozza, Filippo de Pisis, Franco Zeffirelli e Vittorio Gassman. La sua storia e quella del suo cenacolo prendono nuovamente vita nel 2026 in occasione del 110 anniversario della sua nascita, con l’uscita dei primi cinque episodi del podcast “Parole nel Ven(e)to. Rachele Padovan e la Cortina dei letterati buongustai”, tra memoria, aneddoti, ricette, identità e tradizione.

Il podcast, realizzato da Madagascar Communication con il contributo di Regione del Veneto, è articolato in dieci episodi e prende avvio dalla storica stagione olimpica del 1956 per raccontare una donna che fece della propria cucina uno spazio di dialogo e scambio intellettuale. Attorno al focolare di Rachele si sono seduti scrittori, editori, registi e attori che a Cortina trovavano non solo ospitalità, ma anche un luogo di confronto autentico accompagnato dai sapori della tradizione locale: dai casunziei alla selvaggina, dalle zuppe allo strudel. Un itinerario gastronomico che la stessa Rachele raccolse nel volume “La Cucina Ampezzana”, oggi pubblicato da Tarka Edizioni, e che accompagna quello letterario, restituendo le suggestioni di un Veneto narrato anche attraverso stagioni, territorio e altri piatti e prodotti tipici come il radicchio trevigiano, i bigoli padovani, il bacalà vicentino, lo storione in umido del Polesine, fino al lesso con pearà veronese e le frittole veneziane. A guidare il racconto è la voce di Silvia Fiore Scarabello, che intreccia i ricordi di Mina Buscicchio Balsamo, nipote di Rachele e custode della memoria familiare.