Ogni sigaretta accorcia la vita di circa 20 minuti. Chi fuma per tutta la vita perde in media 10 anni. E in Italia il conto è pesantissimo: 93.000 morti ogni anno legati al consumo di tabacco. Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni. Per questo, a un mese dal lancio, la campagna “5 euro contro il fumo” (https://5eurocontroilfumo.it) è già arrivata a metà del suo percorso: 25.000 firme raccolte su 50.000 necessarie per presentare al Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede l’aumento di 5 euro del costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina.

La mobilitazione è ampia. A promuoverla sono Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia utilizzando SPID, CIE o CNS.

Una mobilitazione senza precedenti

Quarantadue società scientifiche e istituzioni, ventidue associazioni e fondazioni, grandi centri di cura e specialisti di diverse discipline hanno già scelto di sostenere l’iniziativa. Un segnale chiaro: la prevenzione è una priorità condivisa. “È la prima campagna di raccolta firme per arrivare a una proposta di legge di iniziativa popolare realizzata da società scientifiche e sta riscuotendo importantissime adesioni”, affermano i promotori della campagna. “Questa iniziativa rappresenta una battaglia di civiltà, che, in un mese dal lancio, ha già ottenuto un enorme supporto. Grandi centri di cura, come l’Humanitas, il ‘Pascale’ di Napoli, l’Istituto Nazionale Tumori di Milano e l’Istituto Oncologico Veneto, hanno aderito, così come, fra le altre, le società scientifiche dei cardiologi, degli pneumologi e dei ginecologi. Siamo orgogliosi dello straordinario risultato ottenuto, perché significa che siamo sulla strada giusta e i cittadini sono sensibili al ruolo della prevenzione. Ora chiediamo un ulteriore sforzo per raggiungere l’obiettivo delle 50.000 firme”.