"I dati dell'Osservatorio di Pavia certificano nella settimana di indizione dei comizi elettorali un tempo complessivo della presenza del governo nell'informazione Rai che va dal 35 al 50%. Un dato abnorme e inaccettabile. A ciò si aggiunge una programmazione, in tutti i tipi di trasmissione, che, tra processi ai processi, valutazioni generalizzate di sentenze, analisi superficiali di fatti di cronaca, anche risalenti, contribuisce a creare quella narrazione contro la magistratura, capitanata dalla presidente del consiglio, che appare sempre più funzionale a sostituire i deboli argomenti dei sostenitori del sì". Così in una nota i parlamentari Pd, M5S e Avs in commissione di vigilanza Rai.
"Tutta questa sovresposizione del governo sul referendum - aggiungono - è apertamente contraria alla disciplina della par condicio, sia per la Rai che nelle emittenti private. Com'è noto, la disciplina della par condicio referendaria impone che le testate radiotelevisive debbano assicurare la puntuale distinzione tra l'esercizio delle funzioni istituzionali, correlate alla completezza dell'informazione, e l'attività politica in capo agli esponenti del governo la cui presenza deve essere dunque limitata esclusivamente alla esigenza di assicurare la completezza e l'imparzialità dell'informazione”.







