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Standing ovation del Cio per i nostri Giochi. Organizzatori e atleti non potevano sbagliare

Quando una sala intera si alza in piedi per applaudire, non è solo un gesto di apprezzamento, ma un segno di grande rispetto. Questo è ciò che è accaduto durante l'ultima sessione del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), quando la Fondazione Milano Cortina 2026 ha ricevuto una standing ovation per l'impegno nell'organizzazione dei Giochi. Nonostante le difficoltà e i ritardi, l'Italia ha concluso la sua partita olimpica con determinazione e dignità. Giovanni Malagò (foto), presidente della Fondazione, ha commentato il gesto con grande emozione: "Quando le cose vanno bene, tutto passa in secondo piano, anche la stanchezza". La standing ovation ricevuta al termine del suo discorso ha segnato il riconoscimento del lavoro svolto, un segno che va oltre la semplice organizzazione, dimostrando che l'Italia è pronta a farsi notare nel mondo. La presidente del Cio Kirsty Coventry ha ringraziato l'Italia "per l'impegno e per l'accoglienza mostrata nei confronti di tutti i Paesi", sottolineando la qualità della cerimonia di apertura, che secondo gli atleti è stata la migliore di sempre. Il successo non si limita alla gestione dell'evento, ma si riflette anche nei numeri: l'Italia ha chiuso al quarto posto nel medagliere con 30 medaglie (10 ori, 6 argenti e 14 bronzi), superando il primato di Lillehammer 1994 di 20 podi. La nostra spedizione ha conquistato medaglie in 10 delle 16 discipline, un risultato che colloca l'Italia tra le potenze dello sport olimpico, pur sfiorando il podio. Siamo quarti, dietro Norvegia e USA, ma a pari merito con i Paesi Bassi in termini di ori, poiché gli olandesi hanno un argento in più ma dieci medaglie in meno e si sono distinti solo in due discipline del ghiaccio.