Trenta ore per formulare quella posizione chiara chiesta da più cancellerie.
Trenta ore per capire che il tempo delle mani tese, dei viaggi lampo in Scozia alla corte di Donald Trump, questa volta è finito. L'Europa ha risposto agli Stati Uniti dopo l'ennesimo strappo della Casa Bianca e lo ha fatto, innanzitutto, chiedendo chiarezza. In una lunga dichiarazione ufficiale, espressione della Commissione nella sua interezza, Bruxelles tuttavia è andata oltre. E ha di fatto accusato il presidente americano di non rispettare gli accordi. Non siamo alla rottura tra Stati Uniti e Ue sul fronte commerciale. Una simile prospettiva è lontana da ogni realtà. Ma rispetto all'estate scorsa qualcosa, nella postura della Commissione, è destinato a cambiare. I dazi al 15% imposti unilateralmente da Donald Trump dopo che la Corte Suprema ha bocciato le premesse giuridiche della sua politica tariffaria, non solo danneggiano l'Europa, ma - nelle prime valutazioni - determinano una violazione dell'intesa siglata in Scozia.
Per approfondire
Agenzia ANSA
Trump cambia ancora, i nuovi dazi globali al 15% - Notizie - Ansa.it








