La pressione americana sul Medio Oriente aumenta. Non bastano le minacce verbali del presidente americano Donald Trump, da diversi mesi gli Stati Uniti sono anche passati a vere e proprie manovre preparatorie di quella che potrebbe essere una nuova guerra. Anche perché gli Usa hanno già attaccato in Oriente, in particolare l'Iran, con l'operazione Midnight Hammer: missione con cui il 22 giugno del 2025 la Casa Bianca ha colpito i siti nucleari di Teheran. Ora l'amministrazione americana si appresta a mettere nuovamente a danneggiare la repubblica islamica. Lo testimonia il massiccio dispiegamento di aerei da guerra nell'aeroporto internazionale di Sofia, in Bulgaria.
Gli aerei schierati in Europa L'aeroporto bulgaro chiuderà per due volte a tutto il traffico aereo civile. Il motivo è la presenza di aerei militari americani che sosteranno nella struttura. «È il più grande dispiegamento dell'aeronautica militare statunitense in Europa e Medio Oriente dall'invasione dell'Iraq del 2003», indicano gli esperti.Secondo i dati di volo pubblicati da FlightRadar24, l'aeroporto sospenderà le operazioni non militari il 23 febbraio dalle 01:15 alle 02:50 e di nuovo il 24 febbraio dalle 01:05 alle 03:35. Durante queste finestre temporali saranno consentiti solo i voli militari. Così ha riportato l'agenzia di stampa bulgara Obektivno.L'aeroporto bloccato Come ricostruisce Turkiye Today, le fotografie che circolano sui social media mostrano un consistente contingente di aerei militari americani parcheggiati al Terminal 1 dell'aeroporto Vasil Levski di Sofia. L'ex viceministro degli Esteri bulgaro Milen Keremedchiev, ora analista della sicurezza, ha scritto su Facebook che tra i velivoli c'erano 7 aerei cisterna statunitensi (utilizzati per il rifornimento in volo di aerei da combattimento), tre aerei cargo C-17 e C-130, e diversi Boeing 747 solitamente utilizzati per il trasporto di personale militare. «Sono tutti diretti in Iran», ha scritto Keremedchiev. «A quanto pare, lì presto farà molto caldo». ‼️🇺🇸Bulgaria's Sofia International Airport will be closed at night on February 23 and 24 for military flights. Night closures of a major international airport are unusual and often point to exercises, strategic movements, or sensitive operations. Something significant is… pic.twitter.com/V0JFfvqn6A — Defense Intelligence (@DI313_) February 20, 2026 Cosa c'è dietro Il Ministero della Difesa bulgaro ha confermato la presenza degli aerei dell'Aeronautica Militare statunitense all'aeroporto, ma ha definito il loro dispiegamento come "a supporto dell'addestramento relativo alle attività di vigilanza rafforzata della NATO". Ha inoltre aggiunto che il personale americano presente sul posto era impegnato esclusivamente nella manutenzione degli aerei.La presidente bulgara Iliana Iotova, invece, ha dichiarato venerdì che l'ufficio presidenziale aveva ricevuto una notifica formale dal Ministero della Difesa, in cui si affermava che l'aereo faceva parte di imminenti attività di addestramento. Tuttavia, ha espresso preoccupazione per quella che ha descritto come una comunicazione inadeguata tra le istituzioni statali, definendo inappropriato che la presidenza fosse stata informata tramite quella che ha definito una "lettera superficiale".Le mosse americane Gli aerei a Sofia rappresentano solo una piccola parte di una mobilitazione militare americana. Obektivno.BG ha riferito che oltre 120 aerei dell'Aeronautica Militare statunitense hanno attraversato l'Atlantico nel giro di pochi giorni, tra cui quattro dozzine di F-16, tre squadroni di caccia stealth F-35A e 12 jet da superiorità aerea F-22 Raptor, oltre a cisterne per il rifornimento in volo e aerei da ricognizione.Tra gli aerei a Sofia sono stati confermati sei aerei da rifornimento Boeing KC-135R Stratotanker del 6th Air Refueling Wing con base presso la base aerea di MacDill in Florida. Il dispiegamento si estende ben oltre la Bulgaria. Gli F-22 sono arrivati alla RAF di Lakenheath, nel Regno Unito, una base di sosta che ha svolto lo stesso ruolo prima degli attacchi dell'Operazione Midnight Hammer dello scorso giugno contro gli impianti nucleari iraniani. La USS Gerald R. Ford, la più grande portaerei del mondo, è in rotta per unirsi al gruppo d'attacco della USS Abraham Lincoln, già posizionato nel Mar Arabico.Gli analisti che monitorano i dati di volo open source hanno identificato decine di aerei da combattimento, velivoli di allerta precoce e velivoli per la guerra elettronica in transito verso basi nelle Azzorre, a Creta, in Giordania, in Arabia Saudita e in altre località della regione. Quando l'attacco? Una domanda cruciale quella su quando potrebbe verificarsi un attacco americano all'Iran. L'ipotesi che circola è legata proprio al dispiegamento di aerei cisterna statunitensi nell'aeroporto bulgaro di Sofia. Perché è da lì che potrebbero partire il giorno in cui la struttura chiuderà, ovvero il 23 e il 24 febbraio, per poter rifornire i velivoli da guerra pronti a colpire Teheran. Ma, ovviamente, si tratta solo di un'ipotesi tutt'altro che fondata.Le tensioni Usa-Iran Il presidente Donald Trump, intervenendo alla riunione inaugurale del Consiglio per la Pace a Gaza, ha dichiarato di aver concesso all'Iran circa dieci giorni per raggiungere un accordo nucleare con Washington. Ha descritto i colloqui con Teheran come "buoni" ma "storicamente difficili" e ha ribadito che l'Iran "non può avere un'arma nucleare". Ha aggiunto senza mezzi termini: "Dobbiamo raggiungere un accordo significativo. Altrimenti succedono cose brutte". La pista diplomatica ha mostrato qualche segno di vita. Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato una delegazione iraniana a Ginevra all'inizio di questa settimana e hanno concordato quello che il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha descritto come una serie di principi guida. La Casa Bianca ha riconosciuto "un piccolo progresso", sebbene permangano significative divergenze tra le due parti. Gli aerei americani schierati schierati nell'aeroporto di Sofia La Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, nel frattempo, ha assunto un tono provocatorio, avvertendo sui social media che le sue forze armate possiedono armi in grado di mandare le navi da guerra americane "in fondo al mare". La Bulgaria, membro della NATO dal 2004, ha firmato un Accordo di Cooperazione in materia di Difesa con gli Stati Uniti nel 2006, che consente l'uso condiviso di diverse strutture militari sul territorio bulgaro. In base a tale accordo, le forze statunitensi possono utilizzare le basi bulgare per missioni in paesi terzi senza richiedere una specifica autorizzazione bulgara, sebbene entrambi i governi abbiano concordato di consultarsi su tutti gli aspetti relativi all'utilizzo delle strutture. Il Paese ospita inoltre installazioni militari congiunte statunitensi e bulgare presso le basi aeree di Bezmer e Graf Ignatievo, nonché il poligono di addestramento di Novo Selo.







