Chiusa la pagina delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, trionfale per il medagliere azzurro e per gli ascolti della Rai, ma segnata dalle polemiche sul caso Petrecca e sul fuorionda nella telecronaca del bob, gli occhi sono puntati ora sul Festival di Sanremo, da sempre l'evento più seguito della tv italiana e insieme termometro delle fibrillazioni della politica e del paese reale.

Da martedì 24 febbraio tocca a Carlo Conti, orgogliosamente alfiere della normalità, officiare il rito collettivo che si celebra all'Ariston. Tanto più nel segno di Pippo Baudo, al quale sarà dedicata la 76/ edizione.

Al suo ultimo festival, come ripete da giorni, Carlo V è pronto a riportare l'attenzione sulle canzoni: "Sto bene, sono tranquillo, sereno, abbiamo lavorato bene, molto contento delle prove, tutti i cantanti sono soddisfatti. C'è un bel suono, bellissime le immagini, quindi spero di far arrivare a casa tutta questa energia che si sprigionerà dal palco dell'Ariston", assicura a Tg1 Talks, il video podcast sul nuovo canale YouTube del Tg1. Cosa sceglierebbe, un Sanremo da Guinness o la Fiorentina che si riprende in campionato? "La Fiorentina che si riprende... Tutta la vita... Che domande sono?", sorride il direttore artistico, che è riuscito a smarcarsi dal caso Pucci - sul cui ritiro preventivo si sono scomodati anche la premier Meloni e il presidente del Senato La Russa - rivendicando come "del tutto autonoma" la scelta e attribuendo il dietrofront del comico ai timori di nuove polemiche, sulla scia del caso Crozza.