L’Università di Torino sceglie la diplomazia scientifica come tema per l’inaugurazione dell’anno accademico, che si terrà domani con una cerimonia alle Molinette. «È ciò che ci sentiamo di fare come ricercatori: attraverso la scienza possiamo mantenere il dialogo con le persone e le istituzioni», spiegano la rettrice Cristina Prandi e il prorettore Gianluca Cuniberti.

Le missioni internazionali

L’idea è di fornire ai ricercatori strumenti per anticipare situazioni critiche legate ai conflitti in corso. Una consapevolezza nata anche dopo i numerosi viaggi dell’ateneo in vari contesti mondiali. «In questa situazione internazionale così critica, la nostra risposta è fornire strumenti di dialogo attraverso la scienza – continua la rettrice – Visitando le ambasciate e i consolati ci siamo resi conto di quanto sia necessario non perdere mai le relazioni tra individui». Non si tratta, sottolineano, di «andare in giro a stringere mani», ma le missioni internazionali ci saranno: una prima, snella, con rettrice e prorettore; una seconda più ampia, dopo aver aperto i canali relazionali. Giappone a giugno (consolidando accordi già attivi con Osaka), Argentina a luglio, Canada a ottobre, Paese visto come partner strategico, complementare agli Stati Uniti per stabilità e risorse.