Dieci anni dopo il suo exploit Lo chiamavano Jeeg Robot, il film d’esordio di Gabriele Mainetti da sette David di Donatello e 800mila spettatori, torna nelle sale per tre giorni, dal 2 al 4 marzo, nella versione rimasterizzata 4K.

Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui

Quando il piccolo delinquente Enzo Ceccotti, che vive di furtarelli nel quartiere romano periferico di Tor Bella Monaca, entra in contatto con una sostanza radioattiva nel Tevere, scopre di avere una forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l'eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.

"Lo chiamavano Jeeg Robot", torna in sala il film cult di Gabriele Mainetti

"Il film è un percorso di formazione di un personaggio che si apre al mondo, Enzo passa dall'essere chiuso ed egoista a capire che nell'aiutare gli altri può trovare il suo posto nel mondo – raccontava Claudio Santamaria che per il ruolo di Ceccotti aveva preso venti chili – Abbiamo fatto un grande lavoro di preparazione con il regista, con Ilenia Pastorelli, con Luca Marinelli, molte prove e un grande lavoro sui personaggi. Abbiamo creato una specie di orso, con tutti quei chili addosso è stato facile essere seri e entrare in questo personaggio”. Più difficile invece girare le scene d’azione, come quando sradica termosifoni e abbatte bancomat: “Tutti gli attori sognano di fare un film del genere, mi sentivo fortissimo, è stato faticoso ma bellissimo. Mi sono fatto male un paio di volte. Ora non riesco neppure ad aprire una bottiglietta d'acqua. Da bambino ero un fan di Jeeg Robot e avevo anche il pupazzetto calamitato che purtroppo è andato perduto".