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Ultimo aggiornamento: 10:57

Se Donald Trump si attribuisce il merito di aver riportato un fantomatico clima di pace a Gaza con il suo Board of Peace, chi non sembra aver capito la strategia del suo presidente è invece l’ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee. Non nuovo a dichiarazioni estremiste quando si parla del conflitto israelo-palestinese e delle azioni illegali di Tel Aviv in Cisgiordania, il diplomatico, intervistato dal commentatore americano di destra, Tucker Carlson, ha definito “una buona idea” un’ipotetica espansione di Israele in vaste aree del Medio Oriente che comprendono Stati come Egitto, Siria, Giordania, Iraq e Arabia Saudita. Parole che, inevitabilmente, hanno provocato le proteste di numerosi Paesi arabi e anche del principale avversario dello ‘Stato ebraico’ nell’area: l’Iran.

L’occasione per dare la sua opinione, condivisa dalle frange più estremiste del sionismo, come quelle che fanno capo ai ministri Itamar Ben Gvir o Bezalel Smotrich, è stata la citazione di Carlson di un versetto biblico nel quale si descrive la promessa di Dio ai discendenti di Abramo del controllo di un territorio che va dal “Wadi d’Egitto” fino all’Eufrate. Huckabee, pastore battista, non ha esitato a rispondere che “sarebbe bello se la prendessero tutta“, quella terra. Accortosi della forza delle sue parole, l’ambasciatore le ha successivamente definite “un po’ iperboliche”, aggiungendo che Israele “non stava cercando di impossessarsi” del resto della terra a cui si fa riferimento nel versetto biblico.