Dopo quasi 150 anni di assenza, le tartarughe giganti tornano nell’isola di Floreana, nell’arcipelago delle Galápagos (Ecuador): 173 chilometri quadrati di origine vulcanica nel mezzo dell’Oceano Pacifico, a circa mille chilometri dalla costa continentale nel punto più meridionale dell’arcipelago.
Venerdì scorso il Parco nazionale ha rilasciato in questo remoto territorio 158 esemplari giovani - tra gli 8 e i 13 anni - avviando un ambizioso progetto di ripristino ecologico che punta a restituire all’isola uno dei suoi simboli.
Queste tartarughe, fondamentali per l'ambiente, saranno monitorate attraverso un programma di conservazione che include tracciamento Gps per seguirne l'adattamento e i movimenti sul territorio.
Le piogge invernali, appena arrivate, hanno offerto le condizioni ideali per il rilascio: più acqua, più vegetazione, più possibilità di adattamento. Gli esemplari sono stati selezionati tra quelli con la linea genetica più promettente per Floreana. “Sono abbastanza grandi da potersi difendere da specie introdotte come ratti e gatti”, ha spiegato Fredy Villalba, responsabile del centro di allevamento del Parco nazionale delle Galápagos situato nell’isola di Santa Cruz.
Un ritorno che guarda al passato










