VIGONZA - «Ciao, io vado, Ci vediamo domani», gli aveva detto il figlio infilando il casco e accendendo la moto. E lui l’aveva salutato sulla porta di casa, prima che uscisse, come sempre, come faceva ogni sera, nella semplicità dei gesti quotidiani. Non immaginando che quella era l'ultima volta che l'avrebbe visto. Poi, poche ore dopo, nella tarda serata, il telefono ha squillato. Dall’altra parte della cornetta la voce dei carabinieri: poche parole, crude, nette, impossibili da fraintendere. In un attimo, la normalità di una vita si è spezzata. Quella corsa in moto si era trasformata in tragedia.

«Ci ha salutato dicendo che andava dalla fidanzata a Mirano. Qualche ora dopo hanno chiamato i carabinieri dicendoci che Gianluca aveva avuto un incidente. E ci è crollato il mondo addosso». É sconvolto Marco Callegaro, il papà Gianluca morto venerdì sera a soli 28 anni in sella alla sua moto. E non riesce a dire nient'altro; vuole rientrare in casa dove sono accorsi amici e parenti della famiglia. Gianluca, per tutti Giangi, era un ragazzo vivace, lavorava tanto alla EuroScavi di Cazzago, ed aveva centinaia di amici. Ed una passione smisurata per la sua moto che aveva acquistato in estate dell'anno scorso. Gianluca era la luce per mamma Stefania Bugin, infermiera, il padre ed il fratello minore Andrea. Vivace e solare; sempre con il sorriso in viso.