Un presidio per difendere la libertà artistica e denunciare quella che viene definita una “censura preventiva” nei confronti dei cantanti del Festival di Sanremo. È questo l’obiettivo della mobilitazione convocata per il prossimo mercoledì alle 18.30 davanti alla sede Rai di via Asiago 10, iniziativa che segna il momento centrale della protesta nazionale prevista anche in altre sei città.
La manifestazione nasce in risposta alla decisione della Rai di avviare una “verifica preventiva” sulle intenzioni degli artisti in gara rispetto alla partecipazione all’Eurovision 2026. Una scelta che, secondo le realtà promotrici, rischia di trasformarsi in una pressione indebita sulle opinioni dei musicisti e di condizionare lo spazio culturale più seguito del Paese. La decisione ventilata dalla Rai era giunta dopo l’annuncio della cantante Levante di non rappresentare l’Italia all’Eurovision in caso di vittoria.
Rai: “La Palestina all’Eurovision? Abbiamo chiesto di non chiudere gli occhi”
a cura della redazione Spettacoli
Alla mobilitazione romana parteciperanno attivisti del movimento BDS, delegati dell’USB – Unione Sindacale di Base, i comitati territoriali dell’ARCI Roma, la Rete #NoBavaglio – RNB, i Giovani Palestinesi, insieme a collettivi studenteschi, femministi e ambientalisti come Non Una di Meno e Ultima Generazione. Una composizione variegata che punta a unire realtà diverse intorno alla difesa del pluralismo culturale. Secondo i promotori, episodi recenti – tra cui le pressioni denunciate dal rapper Ghali prima della sua esibizione alla cerimonia inaugurale di Milano‑Cortina – avrebbero contribuito ad alimentare la percezione di un “clima culturale preoccupante”, dove gli spazi artistici sarebbero sempre più influenzati da considerazioni politiche. “Sanremo è da sempre lo specchio del Paese, delle sue culture e dei suoi cambiamenti – spiegano – e non può diventare un luogo in cui si anticipano e limitano le opinioni legittime degli artisti”.








