Preoccupazione per le sorti di Radio Radicale. Le prime avvisaglie erano arrivato intorno allo scorso Natale, quando la convenzione con lo Stato non era entrata in manovra. Poi le rassicurazioni del governo avevano rasserenato in parte gli animi. Invece è andata diversamente: alla Camera è passato l’emendamento che proroga per un altro anno il contratto tra il ministero dello Sviluppo economico e la storica emittente, ma a Radio Radicale vengono autorizzati solo 4 milioni per il 2026.

Preoccupate le rappresentanze sindacali di Radio Radicale, Cdr, Snater e Cgil, osservando che "l'emendamento approvato prevede la possibilità di stipulare accordi anche con Camera e Senato e siamo fiduciosi che si proceda senza indugi in questo senso, tuttavia il corrispettivo a oggi riconosciuto, in assenza di ulteriori accordi o interventi, porterà inevitabilmente, e in tempi brevi, alla chiusura della nostra emittente".

"Ci rivolgiamo quindi alla politica tutta, governo, maggioranza, opposizioni, presidenze di Camera e Senato, perché ci permetta di continuare a garantire il servizio pubblico - prosegue una nota - che svolgiamo, con apprezzamento bipartisan, da 50 anni. Noi andremo avanti finché riusciremo, ma il tempo è un fattore fondamentale. Già a partire da questo mese le lavoratrici e i lavoratori di Radio Radicale non riceveranno lo stipendio".