Le immagini del corpo steso sull’asfalto lionese di Quentin Deranque, deturpato dai calci e dai pugni dell’antifascismo militante mentre era accorso in difesa del Collectif Nemesis, sono istantanee che gli occhi non riescono a cancellare. E così, nonostante la morte imporrebbe rispetto, le polemiche non riescono a fuggire via. L’intervento di Macron sulla presunta ingerenza di Giorgia Meloni in merito alle parole di quest’ultima, in omaggio al giovane studente identitario assassinato, sono ancora al centro del dibattito. Anche l’amministrazione Trump ha sottolineato e denunciato «l’estremismo violento della sinistra». Il sottosegretario di Stato alla diplomazia pubblica, Sarah Rogers, su X ha scritto: «Quando si decide di uccidere le persone per le loro opinioni invece di persuaderle, ci si pone al di fuori della civiltà». Inoltre ha condiviso un messaggio, pubblicato giovedì, proveniente dall’account dell’Ufficio antiterrorismo in cui viene evidenziato come «l’estremismo violento di sinistra è in aumento e il suo ruolo nella morte di Quentin Deranque dimostra la minaccia che rappresenta per la pubblica sicurezza». Così le posizioni di Roma e di Washington trovano punti di convergenza nonostante la cecità di Emmanuel Macron.
Emmanuel Macron, dopo Meloni ecco Trump: l'ultima bordata | Libero Quotidiano.it
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