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21 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 6:43

In Italia una destra liberale e conservatrice, sul modello europeo, non si è mai davvero consolidata. Non perché siano mancati elettori moderati o sensibilità conservatrici. È mancata una sedimentazione culturale autonoma, una tradizione capace di emanciparsi definitivamente dall’eredità del fascismo e di strutturarsi come forza politica stabile, riconoscibile, distinta dal centro e dal populismo.

Dopo il 1945 il campo della destra nasce con il Movimento Sociale Italiano. Per decenni resta ai margini dell’arco costituzionale. La legittimazione istituzionale arriva tardi e attraverso un percorso di trasformazione che non produce una vera cultura conservatrice liberale, ma una normalizzazione politica. Nel frattempo lo spazio moderato è occupato dalla Democrazia Cristiana, partito di centro, interclassista, che assorbe al suo interno istanze conservatrici senza mai definirsi destra. La parola stessa resta ingombrante, legata a una memoria che condiziona il dibattito pubblico.