VENEZIA - Non solo Venezia e non solo Roma. Perché le Olimpiadi estive del 2036 o, alla peggio, del 2040, potrebbero interessare sia il Colosseo che la città della Serenissima. Sarebbero i Giochi Roma-Venezia, in pratica le Olimpiadi d’Italia. La capitale riscatterebbe il no pronunciato nel 2016 dall’allora sindaca pentastellata Virginia Raggi, quand’era in ballo il dossier per il 2024, mentre Venezia e l’intero Veneto porterebbero in dote l’eredità di Milano Cortina offrendo, ad esempio, nientemeno che il Bacino di San Marco per le gare di canottaggio. Sarebbe questo il reale dossier da presentare al Comitato Internazionale Olimpico. I tempi ci sono, Regioni o Governo dovrebbero dare le garanzie e il Coni dire la sua. Dopo Milano Cortina e dopo le Paralimpiadi si capiranno le mosse.
Al momento c’è però cautela rispetto all’idea di candidare l’Italia per i Giochi del 2036.
«Fuori luogo», ha tagliato corto il presidente di Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò, praticamente negli stessi istanti in cui il presidente del consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, consegnava all’agenzia Reuters l’idea di candidare Venezia. In realtà, il primo a parlare della possibilità che Roma possa candidarsi alle Olimpiadi del 2036 o del 2040 è stato, ancora la scorsa estate, il ministro allo Sport Andrea Abodi: «Sarebbe una sfida che varrebbe la pena cogliere e lanciare», aveva detto. Nel 2028 le Olimpiadi estive si terranno in America, a Los Angeles, mentre nel 2032 sarà la volta dell’Oceania con Brisbane. La capitale della Germania ha già mostrato interesse per tornare a ospitare l'edizione a Cinque Cerchi esattamente 100 anni dopo la prima, Berlino 1936. Ma dopo aver lanciato con Milano Cortina i Giochi diffusi, anche l’Italia potrebbe presentare il suo dossier.














