Luca Zaia non si candida a sindaco di Venezia, ma lancia ufficialmente il capoluogo veneto quale sede delle Olimpiadi estive del 1936: «Sarebbero 80 anni dopo i primi Giochi di Cortina del 1956». Alla peggio nel 2040: «Ottant’anni dai Giochi di Roma». Pare che al Comitato internazionale olimpico la proposta sia già stata ventilata: il progetto sarebbe “ancora in fase di discussione con i vertici del Cio”, fa sapere l’agenzia di stampa inglese Reuters cui l’ex governatore ha anticipato la mossa. In ogni caso Zaia conta di parlarne a brevissimo con la premier: «Se domenica incontrerò Giorgia Meloni alla cerimonia di chiusura a Verona, gliene parlerò». Insomma, si ricomincia. Otto anni fa, 2018, l’allora presidente della Regione aveva presentato la candidatura di Cortina per le Olimpiadi invernali 2026, riuscendo ad agganciarsi a Milano. Adesso si ricomincia.

A Giochi non ancora conclusi (mancano tre giorni di gare, per non dire della cerimonia all’Arena di Verona) e prima ancora che inizino le Paralimpiadi (dal 6 al 15 marzo), Zaia si proietta dunque già al 2036. Con questa idea: Olimpiadi estive a Venezia, ma senza gare in laguna, Giochi ancora più diffusi di Milano Cortina, con un occhio alla conservazione della città della Serenissima. «Il ruolo di Venezia - ha detto Zaia - sarebbe quello di laboratorio per le questioni relative al cambiamento climatico, in particolare quelle legate all'acqua. Avrebbe solo un ruolo simbolico, un punto focale per la candidatura, ma fungerebbe da vetrina internazionale per promuovere i valori della sostenibilità e la protezione di un sito patrimonio mondiale dell'Unesco».