Il marrone in cucina è poco sexy. Lo sconsigliano anche a MasterChef, format che nella sua meraviglia risulta assai paraculo. Sconsigliato, mica bandito. La pietanza marrone è per personalità carismatiche e tormentate, avventurose e disciplinate, essenziali e curiose. Non per tutti. Non per chi della medietà fa la sua cifra. Per intendersi, seduto al suo trono alla destra dell’ingresso dell’Harry’s Bar, lambendo il bancone, Ernest Hemingway godeva nel far rimbalzare tra le fauci il fegato alla veneziana, pietanza che più marrone non si può. Carisma, coraggio, tormento, disciplina, romanticismo, conflitto interiore: Hemingway quel piatto non poteva che adorarlo.
Curiosità e carnalità. Il presupposto è adorare l’esistenza nei suoi picchi e nei suoi disastri. Chi si controlla, chi si nasconde, chi indossa la maschera della neutralità il fegato alla veneziana non lo può afferrare. Viscosità felpata, afrore, consistenze primigenie, magmatiche. Cari miei, il fegato alla veneziana non è per tutti. E fateci caso: chi lo apprezza non è una persona scontata. Le frattaglie- è semantica purasono per animi viscerali, per chi nel dettaglio, nel residuale, coglie significati totalizzanti (caro Ernest...).






