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20 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:41
Sei favorevoli e tre contrari. Con questi voti la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che Donald Trump ha violato la legge federale imponendo unilateralmente dazi globali senza il via libera del Congresso. Una decisione che ha provato l’irritazione del presidente Usa e che è arrivata grazie al “tradimento” di tre giudici conservatori che hanno votato con i tre liberal. L’organo, infatti, è composto da nove giudici, che vengono nominati dal presidente in carica e poi devono essere confermati a maggioranza dal Senato: sei degli attuali componenti sono stati nominati da presidenti repubblicani – tre proprio da Trump – e tre da presidenti democratici. Una Corte che è considerata la più orientata in senso conservatore della storia moderna degli Stati Uniti. Ma, come dimostra la sentenza sui dazi, le sue decisioni non sempre corrispondono all’orientamento politico di chi li ha nominati.
I 3 conservatori che hanno votato contro i dazi sono Amy Coney Barrett, Neil M. Gorsuch e John Roberts. Quest’ultimo è il presidente della Corte dal 2005, ed è stato nominato dal presidente George W. Bush. Gli altri due, invece, sono stati proprio nominati da Trump. Amy Coney Barrett è in carica dal 2020 ed è sostenitrice del ‘textualism’, interpreta le leggi e la Costituzione in maniera rigorosa, allineandosi con l’area conservatrice della Corte. Madre di sette figli, è una cattolica devota. Neil M. Gorsuch, invece, è stato il primo giudice della Corte Suprema nominato dal tycoon nel 2017: è considerato un rigoroso interprete del testo e ha portato avanti l’eredità di Antonin Scalia, consolidando la maggioranza conservatrice.










