C'è un pescatore che guida un equipaggio di sprinter giù per il budello della Eugenio Monti di Cortina d'Ampezzo, a rinverdire una tradizione inaugurata nel 1988 e che ha visto nel 14/o posto di Lillehammer 1994 il suo momento più alto. La Giamaica del bob a 4 torna a sognare e, assicura il suo pilota Shane Pitter, non è qui solo per partecipare.
"Sto provando davvero a vincere una medaglia, a fare di nuovo la storia", assicura.
Difficile immaginarlo sul podio, dati i risultati delle prove che invece hanno visto in grande spolvero l'equipaggio azzurro guidato da Patrick Baumgartner, sempre nelle posizioni di vertice. Ma potrà provarci, con lo stesso ottimismo con cui si immerge nelle acque giamaicane alla ricerca di pesci.
Pitter in effetti è prima di tutto un pescatore, passione che lo ha portato a vent'anni, nel 2020, ad aprire un canale YouTube dedicato alla sua attività. Il bob è arrivato solo dopo, su consiglio di un compagno di squadra a una gara di atletica: Pitter non sapeva nemmeno di che sport si trattasse, poi vide il film Cool Runnings che raccontava le avventure del quartetto di Calgary 1988. E fu un'ispirazione.
Assicura che non ci sono poi così tante differenze tra la pesca e il bob. I pesci "se ti muovi troppo possono scappare". Stessa cosa quando si scende per una pista ghiacciata, "se uno dei tuoi compagni fa un movimento troppo brusco, mette in difficoltà tutti e dobbiamo ricominciare da capo".











