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Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio lancia una provocazione dopo una frase “incriminata” pronunciata dal magistrato calabrese: “Nel fronte del Sì ci sono persone per bene e persone non per bene. Poi vediamo più avanti se serve altro”
“Siamo arrivati al punto, ma è un interrogativo, che un procuratore della Repubblica ipotizzi un'indagine a carico di chi dichiara sui social dove metterà la croce sulla scheda referendaria?”. L’interrogativo viene posto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, durante il convegno a Roma “La sicurezza oggi”, organizzato da Libero. L’esponente del governo Meloni critica infatti alcune dichiarazioni del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, nel corso della trasmissione “Piazzapulita” di Corrado Formigli dello scorso 12 febbraio a proposito di chi è favorevole alla riforma costituzionale della giustizia.
"Era un commento alle sue precedenti dichiarazioni e quindi al fatto che sui social si fossero scatenate tutta una serie di commenti”, aggiunge Mantavano. Il magistrato aveva detto: “Basta che lei vada sui social e vede le persone che scrivono sotto chi sono, se sono persone per bene. Ci sono persone per bene, ci sono pregiudicati. Ci sono parenti di pregiudicati, c’è di tutto, ci sono persone per bene e persone non per bene. Poi vediamo più avanti se serve, se serve altro allora”.









