Vuoi non metterli due milioni e mezzo per escogitare strategie vincenti per proteggere gli immigrati irregolari? E due milioncini sul cinema africano e sulla decolonizzazione degli studi cinematografici e televisivi? E altri due milioni sui collegamenti nascosti tra migranti e società attraverso il cibo? E poi 250mila euro per corsi di padel che favoriscano l’accettazione degli stranieri? E poi ancora 750mila euro per un progetto sul ruolo del calcio nell’emancipazione dei giovani rifugiati? L’Unione europea è di manica larga. Quando c’è da elargire fondi a pioggia a università, ong e associazioni devote all’accoglienza per la pseudo-integrazione di extracomunitari e rom, è sempre in prima fila.
«I fondi europei seguono sempre più spesso logiche ideologiche che generano enormi sprechi. Analizzando i finanziamenti dell’Unione europea destinati a studi e progetti sull’immigrazione, emergono iniziative discutibili e dagli obiettivi poco chiari», commenta Silvia Sardone, europarlamentare e vicesegretario della Lega. In totale si parla di oltre dieci milioni di euro stanziati da Bruxelles per l’inclusione degli immigrati in tutto il continente. Detto del padel (l’iniziativa sarà coordinata dalla federazione irlandese) e del calcio, ecco altri 60mila euro ciascuno per progetti legati al basket e agli sport di strada. Capitolo arte e cultura: 200mila euro sono destinati alla promozione della partecipazione degli immigrati alla vita sociale e culturale europea attraverso la street art e altri 183mila euro vanno all’Università Ca’ Foscari di Venezia per uno studio che «riscrive” le identità dei migranti attraverso la letteratura femminile».







