Due terzi delle aziende esportatrici della manifattura veneta verso gli Stati Uniti (66%) non hanno registrato alcun impatto in seguito all'introduzione dei dazi.
Lo rileva un'indagine di Unioncamere Veneto, presentata oggi a Treviso, attraverso interviste a 1.994 imprese con almeno 10 dipendenti di più comparti, il 51% delle quali con vocazione esportatrice.
Di queste solo il 39% del campione ha rapporti con gli Usa, il 30% ha accusato ripercussioni dei dazi sotto forma di riduzione degli ordini, mentre un'altra componente, intorno al 5%, ha registrato fenomeni di rinvio o di cancellazione di nuovi contratti.
Tra le imprese che non hanno rilevato conseguenze negative, l'83% non ritiene pure di modificare la propria strategia.
Rispetto alle altre, invece, una quota pari al 60% è intervenuta modificando il mix delle destinazioni, rafforzando in particolare il proprio interesse sul mercato europeo.






