Reduce fra venerdì e domenica scorsa di due recite di Tristan und Isolde (dieci ore circa di direzione), Donato Renzetti, prima di calarsi nuovamente in Wagner per le due ultime repliche ha diretto ieri sera un interessante concerto dedicato a Byron e Shakespeare trasposti musicalmente rispettivamente da Schumann e Mendelssohn.
Il genere della musica di scena, visto in un’ampia accezione, ha radici lontane. Si possono considerare tali anche le infarciture che nel Seicento Purcell elaborava per i lavori teatrali di Shakespeare. E’ tuttavia nell’Ottocento che vari compositori si accostano a questo filone teatrale. Basta pensare a Beethoven con l’Egmont. Schumann, letterato raffinato oltre che compositore, scopre nel “Manfred” una particolare affinità con le atmosfere passionali di Byron.
Il dramma “Manfred” che esplora il tormento interiore e l'individualismo dell'eroe romantico, ispira a Schumann una complessa partitura articolata in una Ouverture e quindici numeri.Renzetti nel ha proposto solo il brano iniziale che riflette appieno le atmosfere tumultuose del dramma. Lettura impeccabile per ricchezza di umori e eleganza espositiva.Poi le musiche di scena da “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, uno dei capolavori indiscussi di Mendelssohn.







