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Sarri prova a isolare la squadra dall'ambiente esterno per tenere alta la concentrazione
Luigi Salomone 20 febbraio 2026
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L’appello di Sarri e Marusic è caduto nel vuoto. Con toni pacati avevano chiesto ai tifosi di tornare allo stadio a sostenere la Lazio perché la loro assenza, alla lunga, può essere decisiva in negativo per il prosieguo di una stagione complicata da vizi strutturali e infortuni in serie. Tant’è, la squadra è sola davvero ora, l’annuncio dei gruppi organizzati di mercoledì ha segnato il punto di non ritorno nel rapporto, già ai minimi termini, tra i tifosi e il presidente Lotito. Il gruppo biancoceleste che lavora a Formello in vista della sfida di domenica sera a Cagliari, ne ha preso atto con dispiacere consapevole che sarà probabilmente così fino al termine della stagione. Frattura insanabile e, a questo punto, il lavoro del ds Fabiani e di Sarri è quello di non far mollare una squadra sballottata tra mille problemi anche se sicuramente sta rendendo meno dell’effettivo valore a prescindere da tutto. L’obiettivo è tenere alta la concentrazione nelle prossime due trasferte in Sardegna e poi all’Olimpico di Torino per presentarsi all’andata delle semifinali di Coppa Italia in buone condizioni. Lo stadio non sarà più un fattore a favore però la Lazio deve reagire bene sul campo e le due gare fuori casa possono essere utili per ritrovare un po’ di serenità. Il blocco delle trasferte fino al termine del campionato costringerà la creatura di Sarri a non avere sostegno di alcun tipo. Avanti senza grandi traguardi da raggiungere visto la posizione nel limbo di una classifica inguardabile per quelle che erano le premesse estive nonostante il mercato bloccato ma senza mollare assolutamente la presa.






