Il governo ultraliberista di Javier Milei lancia il guanto di sfida ai sindacati argentini e tira dritto sulla legge di riforma del lavoro nonostante il quarto sciopero generale indetto contro di lui e una massiccia protesta convocata di fronte al Parlamento in concomitanza con il dibattito alla Camera.

"Non c'è nulla di più estorsivo e contro la libertà e la democrazia di quello che stanno facendo i sindacati.

Per questo la gente li odia e hanno l'80% di immagine negativa" ha affermato il capo di gabinetto, Manuel Adorni, commentando l'ampia adesione allo sciopero. In assenza di Milei - impegnato a Washington alla prima riunione del Board of Peace di Trump - Adorni ha fatto da portavoce dell'esecutivo assicurando quindi che a partire da adesso "il governo interrompe il dialogo con i sindacati".

Dopo i violenti scontri della settimana scorsa in occasione del dibattito al Senato, la sessione della Camera ha preso il via in un clima di alta tensione, con il Parlamento blindato dalle forze dell'ordine mentre migliaia di manifestanti si riversavano nella Piazza del Congresso e nel resto della capitale si registrava una minima attività lavorativa a causa del blocco totale del trasporto urbano su ferrovia e su gomma.