La guerra dei sindacati al diritto degli italiani a spostarsi coi mezzi pubblici, prosegue senza sosta. Nemmeno la tregua olimpica è riuscita a placare la fame di agitazione delle varie sigle e siglette sindacali, convinte che a fermare il Paese un venerdì sì e l’altro pure, si possa danneggiare il governo di centrodestra. E così questo 2026 si è aperto esattamente come si era chiuso l’anno precedente: in stato di agitazione permanente. Giusto per dare qualche numero, quest’anno nel solo mese di febbraio sono annunciati 26 scioperi, quasi uno al giorno. E lo scorso anno si sono toccati valori record. Nel solo settore dei trasporti ci sono stati 536 scioperi effettivi (sugli oltre 1600 proclamati), 44 al mese, un po’ più di uno sciopero al giorno.
Quest’anno l’impressione è che i sindacati di sinistra lavoreranno per ritoccare il record del 2025. Non è un caso che ieri il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha già messo le mani avanti, rilanciando la sua battaglia di rendere gli scioperi più seri, nel rispetto del diritto costituzionale. «Leggo di scioperi a febbraio. Preannunciano altri scioperi i sindacati e anche in questo caso proporrò di aumentare le sanzioni per chi proclama ed effettua scioperi irregolari o selvaggi, al di fuori di quello che la legge prevede. Siccome lo sciopero chiude Salvini - è uno strumento importante di battaglia e rivendicazione sindacale, non può essere fatto ogni quarto d’ora o, meglio, ogni venerdì».







